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Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du

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Studi Francesi
171 (LVII | III) (2013)
FRANCO SIMONE E LA STORIOGRAFIA LETTERARIA - Atti della giornata di
studi nel centenario della nascita promossa dall’Accademia delle Scienze di Torino in
collaborazione con «Studi Francesi» Torino - 24 maggio 2013
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Emanuela Cacchioli
Claude Coste, Khedidja Khelladi
(dir.), Pouvoirs du mythe dans les
littératures francophones du Maghreb
et du Machrek
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Référence électronique
Emanuela Cacchioli, « Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du mythe dans les littératures francophones
du Maghreb et du Machrek », Studi Francesi [Online], 171 (LVII | III) | 2013, online dal 30 novembre 2015,
consultato il 26 giugno 2016. URL : http://studifrancesi.revues.org/2908
Éditeur : Lexis Sas
http://studifrancesi.revues.org
http://www.revues.org
Document accessible en ligne sur :
http://studifrancesi.revues.org/2908
Document généré automatiquement le 26 giugno 2016. La pagination ne correspond pas à la pagination de l'édition
papier.
© Rosenberg & Sellier
Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du mythe dans les littératures francopho (...)
Emanuela Cacchioli
Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.),
Pouvoirs du mythe dans les littératures
francophones du Maghreb et du Machrek
Numero di pagine nell'edizione a stampa : p. 655-656
1
L’ultimo volume della rivista «Recherches et travaux» dimostra il crescente interesse che la
critica nutre nei confronti del mito e della sua presenza nelle letterature francofone. Il repertorio
mitologico è costantemente evocato da alcuni scrittori per interrogare la storia, farla dialogare
con il presente e fornire al lettore una ricchezza di connotazioni in grado di elaborare nuove
prospettive di vicende già note. Il volume, in particolare, indaga l’apporto della mitologia
greco-romana, berbera, fenicia, egiziana alle letterature dei paesi francofoni del Maghreb e
del Machrek. Nell’Avant-propos (pp. 5-14), Claude COSTE sottolinea che, seppur con alcune
differenze, queste aree geografiche sono caratterizzate dall’influsso di una molteplicità di
culture (berbera, arabo-musulmana e francese) che si sovrappongono per esplorare e sfruttare
i poteri straordinari del mito. Coste ascrive a quest’ultimo tre facoltà, ossia la capacità di
viaggiare e di fondersi con il patrimonio culturale con il quale si confronta, la volontà di
conoscere e di comprendere una diversa realtà e la possibilità di essere assunto come modello
di contestazione. Il volume è suddiviso in tre parti. La prima sezione, dedicata ai miti grecolatini, si apre con il saggio di Carole BOIDIN, La «voie du retour»? Le modèle de l’«Âne d’or»
dans le parcours du mythe de l’Algérie latine chez Louis Bertrand (pp. 17-40), che si focalizza
sull’origine latina dell’Algeria allo scopo di rintracciare una continuità tra Oriente e Occidente
attraverso le avventure dell’asino di Apuleio. Segue lo studio di Fadila CHAABANE, Mythes et
écriture poétique: l’exemple de Mohammed Dib (pp. 41-52), che si sofferma sulla presenza
della mitologia greca all’interno della produzione poetica dello scrittore algerino sia a livello
tematico che linguistico. L’articolo di Amira SOUAMES, Antigone: présence du mythe dans
«Loin de Médine» d’Assia Djebar (pp. 53-61), analizza il parallelismo tra Fatima, figlia del
profeta Maometto, e Antigone e riflette sulle motivazioni che hanno indotto le eroine al gesto
di dissenso. La seconda parte del volume è dedicata ai miti orientali. In particolare, Abdelkader
AMRI, nel saggio De Didon à Elissa: la réappropriation d’un mythe (pp. 65-74), rilegge i
romanzi degli scrittori tunisini Fawzi Mellah e Sophie El Goulli per indagare la presenza di
Didone, spogliarla delle caratteristiche attribuitele da Virgilio e ritrovare il ritratto dell’eroina
pre-islamica. Il contributo di Samira DOUIDER, Deux mythes féminins du Maghreb: la Kahina
et Aïcha Kandicha (pp. 75-81), verte sulle riscritture letterarie che hanno come protagoniste
due figure leggendarie: la Kahina, principessa berbera del VII secolo, e Aïcha Kandisha, una
donna in grado di combattere l’invasore ricorrendo all’arma della bellezza. Élodie GADEN,
con l’articolo «Est-ce que j’invente?»: réécriture du mythe pharaonique dans “Nefertiti et
le rêve d’Akhnaton” d’Andrée Chedid (pp. 83-94), analizza l’interpretazione retrospettiva e
introspettiva che la scrittrice di origine libanese attribuisce a Nefertiti e Akhnaton, in quanto
figure mitiche che conferiscono al romanzo una dimensione tragica. Anche Maria Francesca
RONDINELLI riprende la mitologia egiziana nel suo saggio intitolato Échos de la mythologie
égyptienne dans l’œuvre de deux écrivaines d’Égypte de langue française: Andrée Chedid et
Joyce Mansour (pp. 95-109) e ricostruisce la presenza più o meno manifesta delle antiche
«leggende» nella produzione romanzesca delle due scrittrici. La terza parte è incentrata sui
nuovi miti e sulle dinamiche che assicurano la creazione e il riconoscimento di tali costruzioni.
Ismaïl ABDOUN, ad esempio, con Quelques remarques sur le mythe des ancêtres chez Kateb
Yacine ou comment le Nègre «providentiel» de «Nedjma» bouleverse la mythologie identitaire
(pp. 113-119), opera una ricerca sulle origini dei Neri nell’immaginario culturale maghrebino
attraverso una rapida incursione nei racconti popolari algerini e berberi. Con Les Pères du
désert d’Égypte: utopie et silence (pp. 121-135), Jean-Baptiste BERNARD si focalizza sui
Studi Francesi, 171 (LVII | III) | 2013
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Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du mythe dans les littératures francopho (...)
padri del deserto (referenti culturali sia per l’Occidente che per l’Oriente) per ripercorrere la
tradizione religiosa e stabilire dei miti epistemologici e politici. Lo studio di Hamid HOCINE,
invece, affronta la tematica da una prospettiva più generale: in Mythe et mystification dans la
littérature maghrébine d’expression française (pp. 137-152) indaga sul fatto che, nel Maghreb,
la mitologia è esemplificativa del binomio dominante/dominato che si manifesta nei sistemi
educativi, linguistici e nell’attribuzione dei termini legati ai possedimenti terrieri. Come
suggerisce il titolo, il contributo di Khedidja KHELLADI, Corps mythiques de «Désert» (pp.
153-168), si sofferma sul romanzo di Le Clézio ed elabora una riflessione sul deserto in quanto
entità simbolica in grado di raccontare verità storiche di portata collettiva, seppur calate nella
quotidianità. Il volume si conclude con il saggio «Stayin’ Alive»: mythe et sociabilité de
la nouvelle dans «Le talisman» de Mohammed Dib (pp. 169-184), in cui Andy STAFFORD
stabilisce un parallelismo tra il talismano e il mito: entrambi sono in grado di viaggiare
nel tempo e nello spazio, di rinnovare il proprio significato e di rafforzare la solidarietà tra
uomini di epoche e luoghi diversi. L’articolo di Strafford è posto a conclusione dell’intero
volume perché riassume, con un’immagine efficace, la principale tematica condivisa da tutti
i contributi.
Notizia bibliografica:
(dir.), Pouvoirs du mythe dans les littératures
francophones du Maghreb et du Machrek, «Recherches et travaux», 2012, 81, pp. 189.
CLAUDE COSTE, KHEDIDJA KHELLADI
Per citare questo articolo
Notizia bibliografica digitale
Emanuela Cacchioli, « Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du mythe dans les littératures
francophones du Maghreb et du Machrek », Studi Francesi [Online], 171 (LVII | III) | 2013, online dal
30 novembre 2015, consultato il 26 giugno 2016. URL : http://studifrancesi.revues.org/2908
Notizia bibliografica
Emanuela Cacchioli, « Claude Coste, Khedidja Khelladi (dir.), Pouvoirs du mythe dans les
littératures francophones du Maghreb et du Machrek », Studi Francesi, 171 (LVII | III) | 2013,
655-656.
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